Appunti sintetici.
Cosa è piaciuto:

- la caratterizzazione dei personaggi: pare di averli davvero conosciuti, grazie alla descrizione tramite le azioni, gli sguardi, i cenni silenziosi del capo.
- la formazione della protagonista, giovane donna pronta a comprendere aspetti quali le ingiustizie sociali, la necessità dell'impegno nella Resistenza, ma al tempo stesso ancora ragazza: in parte
avventata (aderisce alla Resistenza sì per spirito di giustizia, ma anche per sconsideratezza),
sognatrice (la cotta adolescenziale per il ragazzo bello e stronzo),
ribelle (il rapporto-scontro con la sorella Agnese e cognato che le fan da genitori, sia concretamente, accogliendola in casa, sia proponendo un modello comportamentale conservatore/fascista al quale opporsi), scissa tra il desiderio di
autonomia e libertà e la
nostalgia per il focolare domestico, per la madre e le sorelle lontane, in Sardegna, gli odori di casa (es. quello del camino), le tradizioni famigliari (l'intrecciatura delle palme per la domenica delle palme), la vita piccola e raccolta del paese; la voglia di esser bambina e poter esser abbracciata dalle braccia rassicuranti del padre e al tempo stesso il voler essere donna e abbracciata dall'uomo amato.
- la descrizione sociale della Roma della prima metà del Novecento, con la contrapposizione tra romani e meridionali, tra borghesi e popolo, fascisti e comunisti.
- la descrizione (accennata) della Resistenza romana, dei suoi luoghi (non conoscevo le cave-grotte rifugio), dei suoi quartieri-fortino, come Centocelle, il rastrellamento del Quadraro il 17 aprile 1944, ovviamente lo svuotamento del Ghetto (nel libro il 16 dicembre, anche se da internet mi risulta il 16 ottobre), i bombardamenti, le fosse Ardeatine.
Cosa non mi è piaciuto:
- lo stile, l'assenza di punteggiatura, nonostante la continua alternanza di discorsi (anche diretti!) tra voce del narratore e dei diversi personaggi; punteggiatura che a volte mi obbligava a rileggere delle frasi per comprendere di chi fosse il punto di vista o la voce. Elemento molto fastidioso, che per gran parte del libro me ne ha inficiato il piacere di lettura.
- il finale come interrotto, il non sapere cosa ne è stato dell'ebrea Micol; ma probabilmente è stato così per molti e in fondo non si può chiedere ai romanzi di ricomporre una verità che non sempre trova chiarezza neppure nella vita reale.