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lunedì 11 maggio 2015

Il Perfezionista - R. Chelminski

Ho letto questo libro non per mia pura scelta, ma perché scelto dal gruppo di lettura che si incontra ogni mese per chiacchiere letterarie attorno a una ricca e sempre diversa colazione.

Il libro è la biografia di un chef francese Bernard Loiseau suicidatosi nel 2003 nonostante (o come si capisce leggendolo, poiché!) avesse ottenuto da anni le tre stelle Michelin, massimo riconoscimento in ambito gastronomico, avesse il proprio ristorante, fama internazionale e una famiglia con tre bimbi.
Il libro racconta i retroscena nascosti dietro questa facciata: i debiti per la creazione del proprio paradisiaco resort, la fatica - specialmente negli anni della crisi economica degli anni duemila - delle stagioni invernali per un albergo situato lontano dalle grandi città, la fatica di un settore che richiede un'estrema precisione due volte al giorno tutti i giorni dell'anno (Loiseau non chiudeva mai!), ma soprattutto una probabile sindrome bipolare che gettava Loiseau in depressioni e angosce profonde tanto quanto erano elevati gli eccessivi entusiasmi coi quali quotidianamente affrontava la sua professione e motivava i suoi dipendenti.
Il libro è a mio avviso ben scritto e interessante, perchè affianca al racconto del dramma personale di Loiseau una breve storia della haute gastronomie francese, raccontando percorsi, piatti tipici, invenzioni e carriere di persone che sono per me perfetti sconosciuti, ma che sono in realtà stelle mondiali della cucina francese: Bocuse, Troisgros e molti altri, permettendoti così di farti una cultura in materia e scoprire la genesi e la storia di guide famose come la Michelin o la GaultMillau (che ho scoperto essere ormai "svalutata" nel settore).
Oltre a ciò è molto interessante la storia di Loiseau perchè inevitabilmente ti spinge a porti molte domande sul senso di una ricerca al successo quando essa può diventare così ossessiva da risultare fatale.
Un libro che consiglierei agli amanti della buona cucina, ma non solo!

mercoledì 14 gennaio 2015

L'armata dei sonnambuli - Wu Ming

Come sempre, mi sono goduta il libro dei Wu Ming, che riescono a miscelare una trama avvincente da thriller a una ricostruzione storica interessante (in questo caso gli anni del terrore della rivoluzione francese), permettendoti di scoprire, del determinato evento storico, aspetti ignorati nonostante i ripetuti esami sull'argomento; questo perché, nei loro romanzi, i Wu Ming propongono una visione della storia dal basso, romanzando la vita di personaggi che sono stati protagonisti dei vari eventi storici, ma non al punto da esser annoverati nei manuali scolastici.
In questo caso, per esempio, il romanzo mi ha permesso di capire le profonde implicazioni del popolo all'interno della rivoluzione e le tensioni presenti non solo tra i politici implicati, i vari Robespierre, Brissot o Danton, ma anche tra i diversi strati popolari, i borghesi, i popolani, il ruolo delle donne o dei moscardini ("muschiatini" nel libro) dei quali, se mai ne avevo studiato l'esistenza, di sicuro avevo rimosso ogni nozione!
Inoltre il libro mi ha permesso di scoprire la nascita del fenomeno del sonnambulismo e/o dell'ipnosi (molto romanzato nel libro, ma i personaggi sono realmente esistiti, in particolare Mesmer o il marchese di Puységur) nonché alcuni fatti/personaggi della rivoluzione come il misterioso vendicatore del popolo "Scaramouche".
Insomma, come sempre i libri di Wu Ming non mi deludono. Il libro forse non è al livello (di capolavoro) di Q, ma è molto godibile.
Unica pecca (che in realtà può anche essere un piacere) è la dimensione: quasi 800 pagine; pecca perché frenerà molti lettori (e purtroppo non si può usare a scuola - anche se, per certi temi e linguaggio, è comunque un libro solo per superiori), ma piacere per chi ama immergersi nella lettura e naufragarci senza fine! :D