Un bel libro, di facile e veloce lettura. Il semplice racconto di storie particolari, le storie di persone che hanno seguito i propri sogni, perché almeno "un sogno tiene compagnia, mentre se fallisci facendo qualcosa che non ti piace, allora la beffa è doppia" (p. 4).
Dalla zia dell'autore, che giovane sposina è andata a vivere in Africa per mettere in piedi un ospedale, ai giovani che hanno innovato l'attività di famiglia per sottrarla al fallimento: dal ragazzo genovese che studia come poter ancora fare il pescatore nel 2015 senza andare in perdita al piemontese che riscopre la vecchia macina a pietra e sfrutta la moda del biologico per non dover chiudere il mulino che era stato del padre e ancora prima del nonno, vendendo tramite
internet (storia raccontata da La Stampa anche
qua).
Un libro che regala voglia di fare, di non arrendersi, di non piangersi addosso. Perché, come dice lo psicologo 88enne Marcello Cesa Bianchi, "finché la trottola gira rimane in piedi, quando si ferma è finito il gioco [...] Non state ad aspettare: fate girare la vostra trottola e non fermatevi di fronte alla prima caduta" (p. 39).
Oltre a ciò, anche storie di "resistenti", di adulti che hanno vissuto una vita resistendo al pessimismo nel quale il dolore può spingere, come
le due sorelle Bucci, sopravvissute a Birkenau perchè scambiate per gemelle e quindi tenute in vita per gli esperimenti del dottor Mengele, o seguendo i propri sogni,, come il fratello di Paolo Dall'Oglio, Giovanni Dall'Oglio, medico in Africa.
Un libro piacevole, che risulta però quasi una raccolta di articoli/storie per le quali onestamente non spenderei i 17 euro che costa (libro prestato da mia mamma).