martedì 24 marzo 2015

Sposami - D. Rhodes

Un libro che vorrebbe essere ironico ma a me è parso insulso.
Tanti racconti brevissimi (da mezza pagina a tre pagine massimo) di ex, futuri o attuali sposi, che vorrebbero giocare su finali stranianti e quindi ironici, ma talmente pieni di luoghi comuni sulle coppie che quasi sempre mi hanno lasciata indifferente e annoiata. Solo qualche racconto mi ha strappato un timido sorriso.
Un libro inutile, ma per la brevità dei testi e la facilità di lettura può essere una buona compagnia sulla tazza del gabinetto. E con questo ho detto tutto!

mercoledì 18 marzo 2015

Amabili resti - A. Sebold

Un libro incontrato per caso in una libreria di libri usati. Scelto perché costava poco ma soprattutto perché suggerito da Franzen in quarta di copertina. Avendo amato moltissimo Libertà mi sono detta che potevo fidarmi del suo autore.
Il libro in effetti non è male. Oscillando tra il thriller e lo psicologico, racconta la vita di una famiglia che affronta, ognuno a suo modo, il dolore per la morte violenta della figlia e/o sorella. Il tutto raccontato tramite lo sguardo nostalgico dell'assassinata, che dal suo personale Cielo osserva la vita che non ha potuto continuare a vivere e come la sua dipartita abbia modificato le vite di chi è rimasto ad affrontare la perdita.
Interessanti in particolare la narrazione della difficoltà dei genitori di affrontare assieme il trauma; difficoltà che trova origine però in una distanza nata tra marito e moglie negli anni e in particolare dopo la nascita dei figli (si capisce per quale motivo questo aspetto del libro mi abbia coplito proprio ora!).
La madre di Susie infatti viene dipinta come una donna che aveva grandi ambizioni, ma finita per restare schiacciata da un ruolo di madre che non aveva scelto.
"Quando aveva scoperto di essere incinta per la terza volta, aveva chiuso dietro un muro la madre più misteriosa. [...] Erano stati innamorati profondamente, totalmente, ognuno a modo suo; senza i figli, mia madre avrebbe potuto recuperare quell'amore, ma con loro cominciò ad allontanarsi." (p. 176-177). Un allontanamento che permette alla madre di ripartire da sé per tornare poi a scegliere ciò che prima si era trovata a vivere senza aver scelto.
Oltre alla madre vengono dipindi in modo profondo il padre, distrutto dal dolore e rifugiatosi nell'amore per i due figli rimasti, e la sorella quasi gemella Lindsey, che trova una sua via per uscire dal dolore, prima respingendolo e poi vivendo le esperienze che la sorella non avrebbe potuto vivere, portandosela con sé, sentendosela camminare affianco. 

Interessante anche la leggerezza con cui il libro sembra ricordare la diffusa banalità del dolore dovuto alla sopraffazione, presente ovunque ("L'orrore sulla terra è reale e accade tutti i giorni", p. 213), eppure fardello dei (tanti) costretti a subirlo: lo portano con sè ovunque in modo più o meno silenzioso, come una barriera che li separa dal resto del mondo. E dolce come ricordi l'importanza di godere dei momenti vissuti, tramite la nostalgia nei confronti della vita da parte della protagonista sottratta troppo presto alle esperienze che avrebbe voluto vivere, dai primi amori, alla semplice possibilità di conoscere meglio la propria madre: "Gli occhi di mia madre erano oceani nei quali ci si perdeva. Pensai che avevo tutta una vita per comprenderli, ma quello fu l'unico giorno che mi venne concesso. Una sola volta sulla Terra l'avevo vista come Abigail, e poi l'avevo lasciata scivolare via senza affannarmi, il mio incanto frenato dal desiderio che lei fosse quella mamma e in quanto tale mi abbracciasse" (p. 53).

Un libro che consiglierei.

martedì 17 marzo 2015

Donne informate sui fatti - C. Fruttero

Non che da questo libro mi aspettassi chissà che (un giallo, una lettura leggera), ma sono stata delusa nelle mie pur povere aspettative.
Il libro a mio avviso è scritto in modo sciatto, cercando di caratterizzare ogni donna tramite una sua propria "voce", che risulta però molto stereotipata e superficiale (si sente che la scrittura è fatta da un uomo, fermo restando che grandi scrittori hanno saputo dare voce a personaggi femminili molto intensi, Anna Karenina in primis). La barista tamarra, la bidella  non valorizzata e ignorata da tutti, la borghese isterica...tutte macchiette più che personaggi; figure piatte e prevedibili, senza una profonda caratterizzazione.
La trama regge (anche se lascia non spiegati i legami tra alcuni colpevoli; come si conoscevano?) anche se non stupisce con colpi di scena finali; trama che è l'unica cosa salvabile del libro, per il quale, in ogni caso, non consiglierei di spendere soldi!

mercoledì 4 marzo 2015

Non temete per noi, la nostra vita sarà meravigliosa - M. Calabresi

Un bel libro, di facile e veloce lettura. Il semplice racconto di storie particolari, le storie di persone che hanno seguito i propri sogni, perché almeno "un sogno tiene compagnia, mentre se fallisci facendo qualcosa che non ti piace, allora la beffa è doppia" (p. 4).
Dalla zia dell'autore, che giovane sposina è andata a vivere in Africa per mettere in piedi un ospedale, ai giovani che hanno innovato l'attività di famiglia per sottrarla al fallimento: dal ragazzo genovese che studia come poter ancora fare il pescatore nel 2015 senza andare in perdita al piemontese che riscopre la vecchia macina a pietra e sfrutta la moda del biologico per non dover chiudere il mulino che era stato del padre e ancora prima del nonno, vendendo tramite internet (storia raccontata da La Stampa anche qua).
Un libro che regala voglia di fare, di non arrendersi, di non piangersi addosso. Perché, come dice lo psicologo 88enne Marcello Cesa Bianchi, "finché la trottola gira rimane in piedi, quando si ferma è finito il gioco [...] Non state ad aspettare: fate girare la vostra trottola e non fermatevi di fronte alla prima caduta" (p. 39).
Oltre a ciò, anche storie di "resistenti", di adulti che hanno vissuto una vita resistendo al pessimismo nel quale il dolore può spingere, come le due sorelle Bucci, sopravvissute a Birkenau perchè scambiate per gemelle e quindi tenute in vita per gli esperimenti del dottor Mengele, o seguendo i propri sogni,, come il fratello di Paolo Dall'Oglio, Giovanni Dall'Oglio, medico in Africa.
Un libro piacevole, che risulta però quasi una raccolta di articoli/storie per le quali onestamente non spenderei i 17 euro che costa (libro prestato da mia mamma).