venerdì 4 dicembre 2015

Il problema Spinoza - I. D. Yalom

Ho apprezzato molto il tentativo di rendere fruibile a molti il pensiero di Spinoza, che ora sicuramente ricorderò meglio, grazie alla narrazione che me lo ha reso più vicino.
Ottimo strumento per professori di filosofia, meno interessante invece dal punto di vista letterario. Fin dall'inizio l'ho trovato noiosamente didattico; un esempio quando, invece di immergerti nella narrazione dell'adolescenda di Rosemberg, il narratore "esce" dalla storia per anticiparti il destino futuro del personaggio. Di esempi del genere è pieno il testo.
In dubbio anche il tentativo di psicologizzare il nazista Rosemberg, poiché alla fine sembra quasi che l'infanzia difficile possa giustificare le sue azioni (ma forse è davvero così; giustificare in fondo non significa perdonare bensì cercare una causa).
Bon, interessante ma non imperdibile.

lunedì 11 maggio 2015

Il Perfezionista - R. Chelminski

Ho letto questo libro non per mia pura scelta, ma perché scelto dal gruppo di lettura che si incontra ogni mese per chiacchiere letterarie attorno a una ricca e sempre diversa colazione.

Il libro è la biografia di un chef francese Bernard Loiseau suicidatosi nel 2003 nonostante (o come si capisce leggendolo, poiché!) avesse ottenuto da anni le tre stelle Michelin, massimo riconoscimento in ambito gastronomico, avesse il proprio ristorante, fama internazionale e una famiglia con tre bimbi.
Il libro racconta i retroscena nascosti dietro questa facciata: i debiti per la creazione del proprio paradisiaco resort, la fatica - specialmente negli anni della crisi economica degli anni duemila - delle stagioni invernali per un albergo situato lontano dalle grandi città, la fatica di un settore che richiede un'estrema precisione due volte al giorno tutti i giorni dell'anno (Loiseau non chiudeva mai!), ma soprattutto una probabile sindrome bipolare che gettava Loiseau in depressioni e angosce profonde tanto quanto erano elevati gli eccessivi entusiasmi coi quali quotidianamente affrontava la sua professione e motivava i suoi dipendenti.
Il libro è a mio avviso ben scritto e interessante, perchè affianca al racconto del dramma personale di Loiseau una breve storia della haute gastronomie francese, raccontando percorsi, piatti tipici, invenzioni e carriere di persone che sono per me perfetti sconosciuti, ma che sono in realtà stelle mondiali della cucina francese: Bocuse, Troisgros e molti altri, permettendoti così di farti una cultura in materia e scoprire la genesi e la storia di guide famose come la Michelin o la GaultMillau (che ho scoperto essere ormai "svalutata" nel settore).
Oltre a ciò è molto interessante la storia di Loiseau perchè inevitabilmente ti spinge a porti molte domande sul senso di una ricerca al successo quando essa può diventare così ossessiva da risultare fatale.
Un libro che consiglierei agli amanti della buona cucina, ma non solo!

sabato 9 maggio 2015

Roderick Duddle - M. Mari

Un libro godibilissimo.
Un sottile gioco letterario pieno di citazioni che sicuramente non ho colto (per fare un esempio, ne cito una delle poche che ho colto: "Cosa avresti sentito nel tuo animo così predisposto, se avessi visto all'ancora, disalberata e deserta, una nave chiamata Pequod, e un vecchio marinaio te ne avesse raccontato la storia?").
Il libro è ambientato in un'immaginaria Inghilterra dickensiana, tra orfani, crudeli badesse, sicari e gestori di bordelli che si muovono in ambienti dai nomi evocativi, dalla losca locanda dell'Oca Rossa al ricco palazzo della famiglia Pemberton. La trama intricata intreccia le avventure dei diversi personaggi, che convergono attorno ad un medesimo obiettivo: trovare Roderick per mettere le mani su un'eredità.
Il libro, a mio avviso, non ha alcuna pretesa sociodescrittiva, né vuole proporre al lettore chissà quale riflessione sui destini umani, come pure ha scritto altri "recensori" di questo libro (segnalo un'ottima recensione trovata online della quale condivido ogni parola!) E' pura avventura e intrigo, divertimento letterario e giochi linguisitici, scritto con molta ironia e appelli al lettore, in pure stile 800esco. Inoltre l'autore riesce a descrivere molto bene e con pochi tratti gli ambienti, tanto che il lettore riesce a visualizzare molto bene gli spazi e si sente davvero trascinato  in essi.
Ma proprio per questa "leggerezza" il libro si lascia leggere con estremo piacere.
Un libro che consiglierei in vacanza o comunque per distrarsi dal tran tran quotidiano e trovarsi immersi nelle cupe celle di un convento o nel bel mezzo di una tempesta oceanica!

martedì 24 marzo 2015

Sposami - D. Rhodes

Un libro che vorrebbe essere ironico ma a me è parso insulso.
Tanti racconti brevissimi (da mezza pagina a tre pagine massimo) di ex, futuri o attuali sposi, che vorrebbero giocare su finali stranianti e quindi ironici, ma talmente pieni di luoghi comuni sulle coppie che quasi sempre mi hanno lasciata indifferente e annoiata. Solo qualche racconto mi ha strappato un timido sorriso.
Un libro inutile, ma per la brevità dei testi e la facilità di lettura può essere una buona compagnia sulla tazza del gabinetto. E con questo ho detto tutto!

mercoledì 18 marzo 2015

Amabili resti - A. Sebold

Un libro incontrato per caso in una libreria di libri usati. Scelto perché costava poco ma soprattutto perché suggerito da Franzen in quarta di copertina. Avendo amato moltissimo Libertà mi sono detta che potevo fidarmi del suo autore.
Il libro in effetti non è male. Oscillando tra il thriller e lo psicologico, racconta la vita di una famiglia che affronta, ognuno a suo modo, il dolore per la morte violenta della figlia e/o sorella. Il tutto raccontato tramite lo sguardo nostalgico dell'assassinata, che dal suo personale Cielo osserva la vita che non ha potuto continuare a vivere e come la sua dipartita abbia modificato le vite di chi è rimasto ad affrontare la perdita.
Interessanti in particolare la narrazione della difficoltà dei genitori di affrontare assieme il trauma; difficoltà che trova origine però in una distanza nata tra marito e moglie negli anni e in particolare dopo la nascita dei figli (si capisce per quale motivo questo aspetto del libro mi abbia coplito proprio ora!).
La madre di Susie infatti viene dipinta come una donna che aveva grandi ambizioni, ma finita per restare schiacciata da un ruolo di madre che non aveva scelto.
"Quando aveva scoperto di essere incinta per la terza volta, aveva chiuso dietro un muro la madre più misteriosa. [...] Erano stati innamorati profondamente, totalmente, ognuno a modo suo; senza i figli, mia madre avrebbe potuto recuperare quell'amore, ma con loro cominciò ad allontanarsi." (p. 176-177). Un allontanamento che permette alla madre di ripartire da sé per tornare poi a scegliere ciò che prima si era trovata a vivere senza aver scelto.
Oltre alla madre vengono dipindi in modo profondo il padre, distrutto dal dolore e rifugiatosi nell'amore per i due figli rimasti, e la sorella quasi gemella Lindsey, che trova una sua via per uscire dal dolore, prima respingendolo e poi vivendo le esperienze che la sorella non avrebbe potuto vivere, portandosela con sé, sentendosela camminare affianco. 

Interessante anche la leggerezza con cui il libro sembra ricordare la diffusa banalità del dolore dovuto alla sopraffazione, presente ovunque ("L'orrore sulla terra è reale e accade tutti i giorni", p. 213), eppure fardello dei (tanti) costretti a subirlo: lo portano con sè ovunque in modo più o meno silenzioso, come una barriera che li separa dal resto del mondo. E dolce come ricordi l'importanza di godere dei momenti vissuti, tramite la nostalgia nei confronti della vita da parte della protagonista sottratta troppo presto alle esperienze che avrebbe voluto vivere, dai primi amori, alla semplice possibilità di conoscere meglio la propria madre: "Gli occhi di mia madre erano oceani nei quali ci si perdeva. Pensai che avevo tutta una vita per comprenderli, ma quello fu l'unico giorno che mi venne concesso. Una sola volta sulla Terra l'avevo vista come Abigail, e poi l'avevo lasciata scivolare via senza affannarmi, il mio incanto frenato dal desiderio che lei fosse quella mamma e in quanto tale mi abbracciasse" (p. 53).

Un libro che consiglierei.

martedì 17 marzo 2015

Donne informate sui fatti - C. Fruttero

Non che da questo libro mi aspettassi chissà che (un giallo, una lettura leggera), ma sono stata delusa nelle mie pur povere aspettative.
Il libro a mio avviso è scritto in modo sciatto, cercando di caratterizzare ogni donna tramite una sua propria "voce", che risulta però molto stereotipata e superficiale (si sente che la scrittura è fatta da un uomo, fermo restando che grandi scrittori hanno saputo dare voce a personaggi femminili molto intensi, Anna Karenina in primis). La barista tamarra, la bidella  non valorizzata e ignorata da tutti, la borghese isterica...tutte macchiette più che personaggi; figure piatte e prevedibili, senza una profonda caratterizzazione.
La trama regge (anche se lascia non spiegati i legami tra alcuni colpevoli; come si conoscevano?) anche se non stupisce con colpi di scena finali; trama che è l'unica cosa salvabile del libro, per il quale, in ogni caso, non consiglierei di spendere soldi!

mercoledì 4 marzo 2015

Non temete per noi, la nostra vita sarà meravigliosa - M. Calabresi

Un bel libro, di facile e veloce lettura. Il semplice racconto di storie particolari, le storie di persone che hanno seguito i propri sogni, perché almeno "un sogno tiene compagnia, mentre se fallisci facendo qualcosa che non ti piace, allora la beffa è doppia" (p. 4).
Dalla zia dell'autore, che giovane sposina è andata a vivere in Africa per mettere in piedi un ospedale, ai giovani che hanno innovato l'attività di famiglia per sottrarla al fallimento: dal ragazzo genovese che studia come poter ancora fare il pescatore nel 2015 senza andare in perdita al piemontese che riscopre la vecchia macina a pietra e sfrutta la moda del biologico per non dover chiudere il mulino che era stato del padre e ancora prima del nonno, vendendo tramite internet (storia raccontata da La Stampa anche qua).
Un libro che regala voglia di fare, di non arrendersi, di non piangersi addosso. Perché, come dice lo psicologo 88enne Marcello Cesa Bianchi, "finché la trottola gira rimane in piedi, quando si ferma è finito il gioco [...] Non state ad aspettare: fate girare la vostra trottola e non fermatevi di fronte alla prima caduta" (p. 39).
Oltre a ciò, anche storie di "resistenti", di adulti che hanno vissuto una vita resistendo al pessimismo nel quale il dolore può spingere, come le due sorelle Bucci, sopravvissute a Birkenau perchè scambiate per gemelle e quindi tenute in vita per gli esperimenti del dottor Mengele, o seguendo i propri sogni,, come il fratello di Paolo Dall'Oglio, Giovanni Dall'Oglio, medico in Africa.
Un libro piacevole, che risulta però quasi una raccolta di articoli/storie per le quali onestamente non spenderei i 17 euro che costa (libro prestato da mia mamma).

martedì 24 febbraio 2015

Un dono per tutta la vita. Guida all'allattamento materno - C. Gonzales

Poche righe, perché il libro è atipico e interessa solo gli "addetti al settore".
Una guida molto utile, estrema per certi versi e chiaramente ideologizzata (come a mio avviso è ideologica ogni scelta sull'allattamento), anche se - e questo è il merito - l'autore, pediatra, cerca di essere il più possibile "scientifico" e riportare studi antropologici e dati scientifici a sostegno della propria tesi (allattamento esclusivo, a richiesta e prolungato).
Interessante la spiegazione medica e scientifica di come sia falso il fatto che molte donne non abbiano il latte (pare solo il 5% delle donne non abbia realmente il latte, mentre molte di più sono le donne mal seguite o mal consigliate) e di come sia addirittura possibile far ripartire la produzione di latte anche in caso di un allattamento interrotto (fermo restando che l'allattamento debba essere una scelta e un piacere e non un obbligo e un dolore. Meglio una mamma felice che dà il biberon di una mamma stressata che dà il seno).
In sintesi però, ed anche questo è interessante, Gonzales giunge alla saggia conclusione che l'allattamento migliore è quello che rende serena mamma e bambino (e padre!), per cui ben venga una tirata dfi latte per dare il biberon al bimbo in caso di madre assente, se desidera o deve tornare al lavoro, nonostante ciò possa provocare una mancata stimolazione del seno per parecchie ore (con rischio di riduzione della produzione di latte).
Il manuale è molto completo e, oltre a trattare la tematica dell'allattamento tout court (premessa scientifica di come è prodotto il latte, posizioni da assumere, vita del bambino nei primi mesi - coliche, sonno, dentizione, ecc... - problematiche comuni, svezzamento) prende in considerazione anche aspetti legati al parto, all'alimentazione tramite pappe e al ritorno al lavoro (che ancora non ho letto), nonché parti sulle malattie di madre e bambino.
Una guida completa che mi sentirei di consigliare a una donna incinta!

sabato 17 gennaio 2015

Il cardellino - D. Tartt

Scrivo queste note in marzo, a più di un mese di distanza dalla lettura del libro quindi non ricordo elementi particolari che mi abbiano colpito, se non il fatto che il libro me lo son goduto e mi è piaciuto assai, anche se trovo che l'autrice abbia voluto strafare.
Trovo infatti che questo romanzo abbia un calo nella parte centrale, quando abbandona la narrazione più intima del rapporto del protagonista con la madre, o meglio con il ricordo di lei, per aprire una digressione in stile thriller con tanto di mafia russa e sparatorie. Le due parti sono entrambe ben scritte, dinamiche, appassionanti, ma trovo che non fosse necessario fonderle in un unico, lunghissimo libro. Detto ciò l'autrice si riprende nel finale, riuscendo a chiudere il cerchio in modo coerente e interessante, quindi perdono al libro questo piccolo difetto.
Detto ciò ricordo che avevo trovato interessante la trattazione psicologica del protagonista, ma il fatto di non ricordare perchè a solo un mese di distanza significa che il libro non ha lasciato un segno indelebile nella mia mente!

mercoledì 14 gennaio 2015

L'armata dei sonnambuli - Wu Ming

Come sempre, mi sono goduta il libro dei Wu Ming, che riescono a miscelare una trama avvincente da thriller a una ricostruzione storica interessante (in questo caso gli anni del terrore della rivoluzione francese), permettendoti di scoprire, del determinato evento storico, aspetti ignorati nonostante i ripetuti esami sull'argomento; questo perché, nei loro romanzi, i Wu Ming propongono una visione della storia dal basso, romanzando la vita di personaggi che sono stati protagonisti dei vari eventi storici, ma non al punto da esser annoverati nei manuali scolastici.
In questo caso, per esempio, il romanzo mi ha permesso di capire le profonde implicazioni del popolo all'interno della rivoluzione e le tensioni presenti non solo tra i politici implicati, i vari Robespierre, Brissot o Danton, ma anche tra i diversi strati popolari, i borghesi, i popolani, il ruolo delle donne o dei moscardini ("muschiatini" nel libro) dei quali, se mai ne avevo studiato l'esistenza, di sicuro avevo rimosso ogni nozione!
Inoltre il libro mi ha permesso di scoprire la nascita del fenomeno del sonnambulismo e/o dell'ipnosi (molto romanzato nel libro, ma i personaggi sono realmente esistiti, in particolare Mesmer o il marchese di Puységur) nonché alcuni fatti/personaggi della rivoluzione come il misterioso vendicatore del popolo "Scaramouche".
Insomma, come sempre i libri di Wu Ming non mi deludono. Il libro forse non è al livello (di capolavoro) di Q, ma è molto godibile.
Unica pecca (che in realtà può anche essere un piacere) è la dimensione: quasi 800 pagine; pecca perché frenerà molti lettori (e purtroppo non si può usare a scuola - anche se, per certi temi e linguaggio, è comunque un libro solo per superiori), ma piacere per chi ama immergersi nella lettura e naufragarci senza fine! :D