Un libro godibilissimo.Un sottile gioco letterario pieno di citazioni che sicuramente non ho colto (per fare un esempio, ne cito una delle poche che ho colto: "Cosa avresti sentito nel tuo animo così predisposto, se avessi visto all'ancora, disalberata e deserta, una nave chiamata Pequod, e un vecchio marinaio te ne avesse raccontato la storia?").
Il libro è ambientato in un'immaginaria Inghilterra dickensiana, tra orfani, crudeli badesse, sicari e gestori di bordelli che si muovono in ambienti dai nomi evocativi, dalla losca locanda dell'Oca Rossa al ricco palazzo della famiglia Pemberton. La trama intricata intreccia le avventure dei diversi personaggi, che convergono attorno ad un medesimo obiettivo: trovare Roderick per mettere le mani su un'eredità.
Il libro, a mio avviso, non ha alcuna pretesa sociodescrittiva, né vuole proporre al lettore chissà quale riflessione sui destini umani, come pure ha scritto altri "recensori" di questo libro (segnalo un'ottima recensione trovata online della quale condivido ogni parola!) E' pura avventura e intrigo, divertimento letterario e giochi linguisitici, scritto con molta ironia e appelli al lettore, in pure stile 800esco. Inoltre l'autore riesce a descrivere molto bene e con pochi tratti gli ambienti, tanto che il lettore riesce a visualizzare molto bene gli spazi e si sente davvero trascinato in essi.
Ma proprio per questa "leggerezza" il libro si lascia leggere con estremo piacere.
Un libro che consiglierei in vacanza o comunque per distrarsi dal tran tran quotidiano e trovarsi immersi nelle cupe celle di un convento o nel bel mezzo di una tempesta oceanica!
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