La fascetta, la frase fatta che ti viene in mente subito è "Il libro che tutti i genitori dovrebbero leggere".
Questo libro racconta la storia (vera) di Franco e suo figlio Andrea, che a quattro anni diventa autistico. Racconta la lotta del padre per aiutare il figlio a comunicare, a vivere una vita il più possibile a contatto con le persone, sentendosi amato.
Forse la cosa più bella del libo è la (tras)formazione di Franco, il padre: da uomo disperato a padre felice e impegnato, al fianco di suo figlio. Ci insegna che a volte quella che può sembrare una tragedia, in realtà può rivelare potenzialità impreviste.
Il libro non vuole essere un saggio scientifico e per esempio non specifica che i gradi di autismo sono vari e che non tutti possono fare i progressi che ha fatto Andrea, che ora riesce a comunicare, scrivendo da solo tramite il computer. Però quello che colpisce è che si ha la netta percezione che i risultati raggiunti da Andrea sono il frutto del lavoro e dell'impegno del padre e di chi gli è stato vicino, ed è chiaro, dopo la lettura, che anche se non sappiamo fin dove arriveranno i nostri sforzi per aiutare le persone attorno a noi, questi sforzi frutteranno comunque e daranno a queste persone molto di più di quello che avrebbero avuto senza di essi.
Interessante infine il punto di vista di Andrea, la sua voce che ci ricorda che gli autistici si isolano non perché non vogliono la compagnia degli altri, ma perché fanno un'enorme fatica a gestirla, e che anzi anelano all'amicizia, alla compagnia, e all'integrazione scolastica più di ogni altra cosa.
Bellissimo.
Questo libro racconta la storia (vera) di Franco e suo figlio Andrea, che a quattro anni diventa autistico. Racconta la lotta del padre per aiutare il figlio a comunicare, a vivere una vita il più possibile a contatto con le persone, sentendosi amato.
Forse la cosa più bella del libo è la (tras)formazione di Franco, il padre: da uomo disperato a padre felice e impegnato, al fianco di suo figlio. Ci insegna che a volte quella che può sembrare una tragedia, in realtà può rivelare potenzialità impreviste.
Il libro non vuole essere un saggio scientifico e per esempio non specifica che i gradi di autismo sono vari e che non tutti possono fare i progressi che ha fatto Andrea, che ora riesce a comunicare, scrivendo da solo tramite il computer. Però quello che colpisce è che si ha la netta percezione che i risultati raggiunti da Andrea sono il frutto del lavoro e dell'impegno del padre e di chi gli è stato vicino, ed è chiaro, dopo la lettura, che anche se non sappiamo fin dove arriveranno i nostri sforzi per aiutare le persone attorno a noi, questi sforzi frutteranno comunque e daranno a queste persone molto di più di quello che avrebbero avuto senza di essi.
Interessante infine il punto di vista di Andrea, la sua voce che ci ricorda che gli autistici si isolano non perché non vogliono la compagnia degli altri, ma perché fanno un'enorme fatica a gestirla, e che anzi anelano all'amicizia, alla compagnia, e all'integrazione scolastica più di ogni altra cosa.
Bellissimo.

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