Questo interessante libro mi ha permesso di scoprire una storia che conoscevo male e solo per cenni. Il romanzo tratta la deportazione nei gulag dei Lituani considerati antisovietici (bibliotecari, intellettuali, ecc...) dopo l'invasione della Lituania nel 1940.Il libro ricorda le memorie dei deportati ebrei ad opera dei nazisti: intere famiglie e bambini lasciati a morire di fame in campi di lavoro, uccisi per un nonnulla, impegnati quotidianamente in una lotta per la vita.
Il libro è un romanzo e non un'autobiografia, ma potrebbe tranquillamente essere adottato in una classe - forse delle superiori - per aiutare a comprendere a che punto può arrivare la follia umana. Mi ha ricordato, come emozioni, il libro sui deportati cambogiani, con la differenza che quest'ultimo possiede forse una forza maggiore, dovuta al suo essere un'autobiografia.
Un libro che consiglierei.
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