Un romanzo leggero, ben scritto, col pregio di raccontare una Bruxelles del 1958, un'atmosfera e un periodo storico particolare: quello dell'incontro tra culture e nazioni alla Esposizione Universale del 1958 in Belgio, la prima dopo la seconda guerra mondiale.Il libro presenta un intrigo da spy-story ma in realtà delinea anche uno spaccato sulla società postbellica,dove gli impegni coniugali e la rincorsa della felicità individuale erano frenati dai vincoli sociali e dalle regole piccolo borghesi.
Il romanzo quindi racconta la possibile fuga dalla routine coniugale con un protagonista dilaniato dalla scelta tra una felicità possibile, ma socialmente inaccettabile e una routine rassicurante, ma noiosa e triste.
Un libro da compagnia, ma con qualche pretesa di contenuto. Piacevole ma non essenziale.
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